Ci sono persone che non appartengono solo allo sport.
Appartengono all’immaginario collettivo di un Paese.
Alex Zanardi è stato questo.
Un pilota.
Un campione.
Un uomo capace di trasformare una tragedia in una seconda vita ancora più grande della prima.
Dopo l’incidente del 2001, quando molti avrebbero visto soltanto la fine, lui ha trovato un altro inizio.
Non ha raccontato la resilienza.
L’ha incarnata.
Con il sorriso, con la fatica, con una forza quasi impossibile da spiegare.
Oggi se ne va un uomo che ha insegnato a milioni di persone una cosa semplice e durissima:
che il limite, spesso, non è il punto in cui la vita finisce.
È il punto da cui può ricominciare.
Ciao Alex.
Grazie per averci ricordato cosa significa essere vivi davvero.